Symantec: l’Italia il paese più colpito dallo spam

Symantec ha annunciato la pubblicazione del MessageLabs Intelligence Report di aprile 2010. “Lo spam è più comunemente distribuito da computer che utilizzano Windows rispetto a computer che usano altri sistemi operativi», ha spiegato Wood. «Inoltre, è stato rilevato che i computer con sistema operativo Windows hanno distribuito più spam originato dalle reti bot note, rispetto a messaggi spam aventi altre origini”.

L’indice di spam, che misura la probabilità che un particolare computer invii messaggi infetti, può essere calcolato mettendo a confronto la quantità di spam associata ad un certo sistema operativo e la quota di mercato occupata da quest’ultimo. Attualmente, questo indice mostra che, in rapporto alla propria quota di mercato, la probabilità di inviare spam di un computer che utilizza Linux è 5 volte superiore rispetto a quella dei computer che usano Windows. Tuttavia, i computer che operano su sistema Linux sono responsabili solo del 5,1% dello spam totale: questo si spiega sulla base della minor quota di mercato occupata da Linux, legata a una minore presenza di malware associato a questo sistema operativo.

MacOS è risultato essere il sistema operativo meno soggetto all’invio di spam, sia in termini globali che di computer individuali. L’indice di spam mostra, infatti, che i computer che utilizzano MacOS non inviano quasi nessun messaggio infetto, risultando responsabile per lo 0,001% dello spam totale.

Altri dati interessanti:

  • Con il 95,5% delle e-mail totali distribuite ad aprile, l’Italia conquista il primato di Paese più colpito da attacchi di spam.
  • Gli Stati Uniti e il Canada hanno registrato livelli di spam rispettivamente pari al 90,2% e all’88,9%,  mentre in Gran Bretagna gli attacchi sono scesi all’89,4%.
  • In Olanda, Australia e Germania i livelli di spam hanno raggiunto rispettivamente il 91,5%, 89,4% e 92,3%.
  • A Hong Kong i livelli di spam hanno raggiunto il 91%, mentre in Giappone si sono attestati sull’86,9%.
  • L’attività di virus a Taiwan ha visto 1 e-mail infetta ogni 76,3, mantenendolo al primo posto come il Paese più colpito nel mese di aprile.
  • Negli Stati Uniti e in Canada si registrano attacchi di virus pari rispettivamente a 1 e-mail ogni 646,3 e 416,2. In Germania, Olanda e Australia, invece, questi si attestano rispettivamente su 1 e-mail ogni 471, 1.120 e 501, mentre a Hong Kong e a Singapore si sono registrati attacchi pari a 1 e-mail su 1.161 e 613.
  • La Gran Bretagna è rimasta il Paese più attivo per quanto riguarda gli attacchi di phishing, con 1 e-mail infetta ogni 199,7.

Trend per settore:

  • Ad aprile, il settore più colpito dallo spam è stato quello ingegneristico, con una percentuale del 94,9%.
  • I livelli del fenomeno hanno raggiunto, invece, il 91,1% nel settore della scuola, il 90,2% nel settore chimico e farmaceutico, il 90,7% in quello dei servizi IT, il 90,9% nel retail, l88,4% nella pubblica amministrazione e l’88,4% in quello finanziario.
  • Ad aprile, il settore della pubblica amministrazione rimane il settore più colpito da attacchi di malware, con 1 e-mail infetta ogni 99,1.
  • I livelli di virus sono stati pari a 1 e-mail su 438,2 nel settore chimico e farmaceutico, 1 su 487,5 in quello dei servizi IT, 1 su 600,2 nel retail, 1 su 109,6 nel settore della scuola e 1 su 365,9 nel finanziario.

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